Presenza di PFAS nell’acqua da bere

PFAS: cosa sono, dove si trovano e come difendersi

I PFAS rappresentano una minaccia silenziosa ma crescente per la nostra salute e per l’ambiente. Queste sostanze chimiche, utilizzate in numerosi prodotti di uso quotidiano, stanno contaminando le nostre acque, il suolo e persino gli alimenti che consumiamo. In questo articolo esploreremo cosa sono i PFAS, dove si trovano, quali rischi comportano per la salute e, soprattutto, come possiamo difenderci.

Cosa sono i PFAS: definizione e caratteristiche

I PFAS (acronimo di sostanze perfluoroalchiliche) sono un gruppo numeroso di composti chimici sintetici creati dall’uomo e assenti in natura. Si caratterizzano per catene fluorurate di atomi di carbonio che conferiscono loro resistenza al calore, all’acqua e ai grassi.
La loro struttura chimica, con il forte legame carbonio-fluoro, li rende estremamente resistenti alla degradazione, guadagnandosi il soprannome di “inquinanti eterni”. Una volta dispersi nell’ambiente, persistono per decenni o secoli, accumulandosi negli ecosistemi e negli organismi viventi, uomo compreso.

Elimina i PFAS dalla tua acqua

Scopri il Filtro AQ5 PFAS: il nostro sistema di filtrazione per rimuovere completamente i PFAS dal tuo rubinetto.

Scopri il Filtro AQ5

Origine e composizione chimica dei PFAS

I PFAS nascono negli anni ’40 come composti chimici di sintesi, trovando da allora impiego in numerosi settori industriali. Chimicamente, sono costituiti da catene alchiliche idrofobiche fluorurate di varia lunghezza.

Tra i PFAS più noti troviamo il PFOA (acido perfluoroottanoico), ampiamente utilizzato nella produzione del Teflon, e il PFOS (acido perfluoroottanosulfonato), impiegato nelle schiume antincendio. Entrambi sono stati recentemente classificati dalla IARC come sostanze cancerogene per l’uomo.

Inquinamento da pfas acqua rubinetto

Perché i PFAS sono chiamati “Inquinanti eterni”

I PFAS devono il soprannome di “inquinanti eterni” alla loro straordinaria resistenza ai processi di degradazione ambientale. Grazie al forte legame carbonio-fluoro, resistono alla fotolisi (degradazione per effetto della luce), all’idrolisi (decomposizione per effetto dell’acqua) e alla biodegradazione microbica.
Questa persistenza fa sì che, una volta rilasciati nell’ambiente, i PFAS rimangano intatti per tempi estremamente lunghi, contaminando suolo, acque superficiali e sotterranee. Inoltre, essendo sia idrofobi che lipofili, tendono ad accumularsi negli organismi attraverso il bioaccumulo, aumentando la loro concentrazione lungo la catena alimentare.

Presenza e diffusione dei PFAS nell’ambiente

A causa del loro vasto utilizzo industriale e dell’estrema persistenza, i PFAS sono diventati inquinanti presenti ovunque nel pianeta. Li troviamo nei ghiacci polari, negli oceani e persino nell’acqua potabile.
L’inquinamento da PFAS delle fonti di acqua potabile è particolarmente preoccupante, rappresentando una via di esposizione diretta per l’uomo. Numerosi studi hanno evidenziato la presenza di queste sostanze nelle acque superficiali, nelle falde acquifere e persino nell’acqua trattata destinata al consumo umano.

PFAS nei prodotti di uso quotidiano

Dove si trovano i PFAS nella nostra vita quotidiana? Questi composti sono presenti in molti prodotti comuni grazie alle loro proprietà idro- e oleorepellenti:

  • Padelle e pentole antiaderenti (Teflon)
  • Imballaggi alimentari (cartoni della pizza, contenitori fast-food)
  • Tessuti impermeabili e antimacchia
  • Cosmetici e prodotti per la cura personale
  • Carta forno e pellicole alimentari resistenti ai grassi
  • Carta igienica di alcune marche
  • Schiume antincendio
  • Detergenti e prodotti per la pulizia della casa
  • Vernici e rivestimenti

Durante l’uso e lo smaltimento di questi prodotti, i PFAS vengono rilasciati nell’ambiente, contaminando aria, suolo e acqua.

Mappa della contaminazione da PFAS in Italia

In Italia, la contaminazione da PFAS ha raggiunto livelli preoccupanti in diverse regioni. Il caso più noto riguarda il Veneto, documentato come una delle più gravi contaminazioni da PFAS in Europa, che ha colpito le province di Vicenza, Verona e Padova.

Secondo un’indagine di Greenpeace Italia basata sul database ISPRA (2019-2022), la contaminazione è presente nel 17% dei controlli effettuati nei corpi idrici italiani. L’inquinamento interessa tutte le 16 regioni monitorate, con Basilicata (31%), Veneto (30%) e Liguria (30%) che presentano le percentuali più alte di analisi positive.

Concentrazioni elevate di PFOA e PFOS sono state rilevate anche in Piemonte, in particolare nei corpi idrici vicini ad alcuni scarichi industriali. Anche Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio presentano concentrazioni significative.

Mappa della contaminazione dei PFAS in Italia

PFAS nelle fonti idriche: Acqua potabile e in bottiglia

La contaminazione delle risorse idriche rappresenta una delle principali vie di esposizione umana ai PFAS. Questi composti raggiungono le fonti di acqua potabile attraverso:

  • Scarichi industriali diretti nei corsi d’acqua
  • Infiltrazioni nel suolo e nelle falde acquifere
  • Dilavamento da discariche
  • Schiume antincendio contenenti PFAS
  • Ricaduta atmosferica

I tradizionali sistemi di trattamento dell’acqua spesso non riescono a rimuovere completamente i PFAS, che finiscono nell’acqua distribuita dalle reti idriche.

Anche l’acqua in bottiglia non è immune: alcuni studi hanno rilevato la presenza di PFAS in campioni di acqua minerale, seppur generalmente a concentrazioni inferiori rispetto all’acqua di rubinetto

Normativa e limiti legali sui PFAS

La regolamentazione dei PFAS è in continua evoluzione, con limiti sempre più stringenti per proteggere la salute pubblica. Tuttavia, la complessità della famiglia dei PFAS e l’introduzione costante di nuovi composti rendono difficile una regolamentazione completa.

Quadro normativo europeo sui PFAS

A livello europeo, la normativa contenuta nella direttiva 2020/2184/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023, ha introdotto nuovi parametri per la presenza dei PFAS nelle acque destinate al consumo umano
In Italia, i limiti sono definiti dal Decreto Legislativo n. 18 del 23 febbraio 2023 e più recentemente, il decreto legislativo 260 (13 marzo 2025) ha introdotto limiti più restrittivi per quattro specifiche molecole (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS).

Effetti dei PFAS sulla salute umana

I PFAS rappresentano una seria minaccia per la salute umana per la loro capacità di accumularsi nell’organismo e interferire con diversi processi biologici. L’esposizione è stata associata a numerosi effetti negativi, da alterazioni metaboliche a diverse forme di cancro.

Bioaccumulo dei PFAS nell’organismo

Una caratteristica preoccupante dei PFAS è la loro capacità di accumularsi nel corpo. Quando entrano nell’organismo, principalmente attraverso acqua contaminata e alimenti, si legano alle proteine del sangue e vengono recuperati durante la filtrazione renale, ostacolando la loro eliminazione.
Gli esami del sangue possono rilevare la presenza di queste sostanze in diversi tessuti e fluidi, tra cui:

  • Sangue
  • Fegato
  • Reni
  • Tessuto adiposo
  • Placenta
  • Cordone ombelicale
  • Latte materno

Il tempo per dimezzare la concentrazione di PFAS nel sangue, in assenza di ulteriore esposizione, è estremamente lungo: circa 3 anni per gli uomini e poco meno per le donne.

PFAS sintomi ed effetti sulla salute

Sintomi e patologie correlate all’esposizione ai PFAS

L’esposizione prolungata ai PFAS è stata associata a diverse patologie, confermate da studi epidemiologici su popolazioni esposte.
Nel 2012, i ricercatori del C8 Science Panel hanno concluso che esiste una probabile associazione tra esposizione ai PFAS e:

  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione in gravidanza e pre-eclampsia
  • Malattie della tiroide
  • Colite ulcerosa
  • Tumore del rene
  • Tumore del testicolo

Altri studi hanno mostrato possibili correlazioni con:

  • Alterazioni dei livelli di glucosio e rischio di diabete
  • Aumento dei livelli di acido urico
  • Alterazioni della funzione epatica
  • Riduzione del peso alla nascita
  • Riduzione della risposta immunitaria ai vaccini
  • Alterazioni del microbioma intestinale

L’esposizione ai PFAS è considerata un fattore di rischio per le malattie croniche non trasmissibili, oltre a fumo, sedentarietà, dieta scorretta e abuso di alcol.

Interferenti endocrini: L’impatto dei PFAS sul sistema ormonale

I PFAS sono riconosciuti come interferenti endocrini, capaci di alterare i processi dell’organismo che coinvolgono gli ormoni. Possono interferire con il sistema endocrino:

  • Alterando la produzione e il metabolismo degli ormoni tiroidei
  • Interferendo con gli ormoni sessuali
  • Influenzando la regolazione degli ormoni metabolici
  • Compromettendo lo sviluppo e la funzione riproduttiva

In particolare, possono interferire con la comunicazione intercellulare, aumentando la probabilità di crescite cellulari anomale e tumori in caso di esposizione cronica.

Diversi studi hanno confermato che l’esposizione ai PFAS produce una regressione del metabolismo dei lipidi e compromette processi legati allo sviluppo ovarico e alla produzione di estrogeni, spiegando gli effetti dannosi sulla fertilità 15.

Elimina i PFAS dalla tua acqua

Scopri il Filtro AQ5 PFAS: il nostro sistema di filtrazione per rimuovere completamente i PFAS dal tuo rubinetto.

Scopri il Filtro AQ5

Come difendersi dai PFAS: soluzioni e prevenzione

Di fronte alla diffusa contaminazione da PFAS, è fondamentale adottare strategie efficaci per ridurre l’esposizione a queste sostanze nocive e proteggere la propria salute.

PFAS cosa sono e dove si trovano

Tecnologie di filtrazione efficaci per rimuovere i Pfas dall’acqua

Poiché l’acqua potabile rappresenta una possibile fonte di esposizione ai PFAS, l’utilizzo di sistemi di filtrazione domestica è un’efficace misura preventiva.

Per garantire la massima sicurezza della tua acqua potabile, AQsystem offre soluzioni di filtrazione all’avanguardia specificamente progettate per eliminare i PFAS. I nostri sistemi combinano tecnologie avanzate come i filtri a carboni attivi e resine a scambio ionico, appositamente selezionati per la loro efficacia contro queste sostanze nocive.

Visita la nostra pagina prodotti per scoprire la soluzione più adatta alle tue esigenze e proteggere la tua famiglia dai rischi dei PFAS.

Scelte consapevoli per ridurre l’esposizione quotidiana

Oltre alla filtrazione dell’acqua, ecco altre misure per ridurre l’esposizione quotidiana ai PFAS:

  1. Attenzione ai prodotti per la cucina: evitare pentole antiaderenti danneggiate, preferire alternative in acciaio inox, ghisa o ceramica e non surriscaldare le superfici antiaderenti.
  2. Controllare le etichette dei prodotti: cercare indicazioni “PFAS-free” o “fluorine-free”, evitare prodotti impermeabili o antimacchia se non specificato che sono privi di PFAS.
  3. Ridurre il cibo da asporto: limitare gli alimenti confezionati in imballaggi contenenti PFAS, preferire pasti preparati in casa con ingredienti freschi.
  4. Ventilare gli ambienti: aerare regolarmente la casa per ridurre l’accumulo di PFAS volatili, pulire frequentemente per rimuovere la polvere, che può contenere PFAS.

Queste semplici misure, insieme all’uso di sistemi di filtrazione dell’acqua, possono ridurre significativamente l’esposizione ai PFAS e i potenziali rischi per la salute.